La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi


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Arenarsi sulle scorie radioattive

Quest’ultima lettura è incentrata su uno dei temi per me più controversi, sia esternamente che internamente. Esternamente perché, a intervalli più o meno regolari, torna a infiammare il dibattito politico e scientifico. Internamente perché io stessa ho cambiato più volte posizione sul tema “energia nucleare”. Fino al liceo ho sempre avuto la fobia per la radioattività, quel qualcosa che, pur non potendo essere visto, udito, annusato o toccato è in grado di nuocere in modo drammaticamente letale, in tempi brevi o lunghi. Una lezione, prima di iscrivermi a fisica, mi fece conoscere gli impieghi dell’atomo in medicina, smorzandone l’aura di malvagità, e chiarì i meccanismi della pericolosità di quanto esiste al mondo di radioattivo, dissipando in parte il mistero. Durante gli studi universitari, con corsi sui reattori e sull’uso delle radiazioni a scopo diagnostico e terapeutico, sono sempre stata una nuclearista convinta. Alcune discussioni durante il master in comunicazione della scienza, però, mi hanno spinta a documentarmi di più sull’incidente di Chernobyl con questo libro. E lì le carte si sono rimescolate parecchio. Leggere cosa succede quando l’infallibile centrale nucleare fallisce ti pone inevitabilmente degli interrogativi e nuovi spunti di riflessione. Tutto questo discorso per dire che, insomma, sull’argomento sono abbastanza ferrata, eppure sono sempre stata disposta a mettere in discussione le mie conoscenze di fronte ad aspetti di cui non ero al corrente o che non avevo considerato. scorie radioattive

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Match Agassi

Ho sempre pensato che le autobiografie fossero qualcosa di noioso: complice forse il mio non eccessivo amore per la storia, mi sono sempre chiesta cosa potesse esserci di tanto interessante nella vita vissuta da qualcun altro, narrata passo passo da lui o lei in persona. Elenchi di date e avvenimenti celebrativi non fanno proprio per me. In più, pur avendo giocato per alcuni anni a tennis, non sono mai stata una patita di questo sport: perciò, “Open” di Andre Agassi aveva tutti i requisiti per sembrarmi un libro terribile.

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Douglas Adams alle prese con gli animali

Passeggiando per il Canal Grande, una copertina attira la mia attenzione dalla vetrina di una libreria: la sagoma di un rinoceronte si staglia davanti a un cielo stellato blu e viola. Ero a Trieste per partecipare a “Scienza e virgola”, una serie di incontri con gli autori di alcuni dei migliori libri di divulgazione scientifica appena usciti. Avevo già acquistato moltissimi libri e, cosa ancora più grave, avevo scoperto quattro bellissime librerie in cui ancora non ero stata. Malgrado i già numerosi nuovi arrivati, il nome dell’autore stampato sulla curiosa copertina mi fa capire che la famiglia deve allargarsi ancora. Douglas Adams. Per chi non ama la fantascienza, questo nome potrebbe risultare nuovo: si tratta dell’autore della serie di romanzi “Guida galattica per autostoppisti”, nata come radio commedia per la BBC, ricca di humour e situazioni surreali. Un libro sugli animali scritto da Douglas Adams è, almeno per me, qualcosa di semplicemente imperdibile.

ultimaoccasione

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Autentiche perle sul comportamento animale, dalla A alla Z

Ora che si sono concluse le Olimpiadi di Rio, la “medaglia libresca” va al libro che mi ha accompagnata in questi ultimi giorni. Mentre gli atleti saltavano gli ostacoli… io non saltavo nemmeno una riga. Anzi, alcune scoperte erano così esilaranti che perseguitavo chi mi stava vicino per recitare alcuni estratti ad alta voce. Ebbene sì, un altro libro sugli animali: mi appassionano fin da quando ero piccola e ho sempre amato leggere del loro comportamento, oltre a divorare tutti i documentari possibili e immaginabili. La cosa che mi affascina è che, come affermato nella prefazione, “non esiste spiegazione completamente soddisfacente delle stranezze e dei casi estremi presenti nel mondo zoologico. Nulla in natura sembra seguire una legge fissa e prevedibile, neanche il numero di peni di un insetto”.

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Un concentrato di magia e sarcasmo: Bartimeus

In occasione del compleanno di Harry Potter, se voi e/o i vostri figli non resistete fino al 24 settembre (giorno dell’uscita di “Harry Potter e la maledizione dell’erede” – lo avete già prenotato?), ecco qualcosa che può tenervi occupati nel frattempo: la tetralogia di Bartimeus. Visto il momento di stanchezza, volevo fare una pausa dai libri scientifici e leggere qualcosa di più frizzante e meno impegnativo. Gli sconti su un noto sito di ebook e il fatto di aver apprezzato uno dei quattro libri alcune ere geologiche fa mi hanno spinta a sceglierlo: dopo poche pagine mi aveva già catturata.

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Troppo tardi, ho guardato: basta una sbirciata e l’abisso ti cattura

Massimo Polidoro è al suo secondo giallo e non delude certo le aspettative: che abbiate letto o meno “Il passato è una bestia feroce”, verrete letteralmente risucchiati dal vortice di avvenimenti in cui si ritrova, suo malgrado, Bruno Jordan. Con il suo talento nel cacciarsi nei guai, così umano nei suoi pregi e nei suoi difetti, Bruno è un personaggio di cui non vedo l’ora di seguire le prossime avventure…

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“Sovradiagnosi”: non sempre prevenire è meglio che curare

Parlare di salute è sempre complesso: non si può mai dimenticare che dietro i dati scientifici che vengono presentati si trova la vita di molte persone. Per questo diventa ancora più delicato quando si scrive di come prendersi cura della propria salute. Il saggio “Sovradiagnosi” di Gilbert Welch, Lisa Schwartz e Steven Woloshin affronta lo spinoso tema delle diagnosi precoci: gli autori scoperchiano un vero e proprio vaso di Pandora, mostrando come gli sforzi per evitare le malattie siano a volte in grado di peggiorare la situazione.

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