La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Prova a spezzarla ancora un po’

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Trovato il monopolo magnetico

Diventare fisici significa (anche) essere tirati su a pane e particelle: poco pane e molte particelle. Si imparano i parallelismi tra elettricità e magnetismo, quasi fratelli siamesi: mentre la carica elettrica si può isolare, è impossibile separare i poli magnetici. Insomma, per quanto tu possa provare a dividere una calamita, otterrai sempre calamite più piccole, ognuna con un polo Nord e un polo Sud. Puoi spezzarla quanto vuoi, arrivare a calamite lillipuziane, ma i poli non si separeranno mai. A suon di “impossibile” e “mai” te ne fai una ragione, ci credi, consideri il monopolo magnetico come un unicorno, una chimera. Ora però eccolo: l’hanno trovato. Pare, almeno.

In realtà c’è chi ha sempre creduto in questa chimera: Paul Dirac, uno dei padri della meccanica quantistica, Nobel nel 1933. Due anni prima aveva teorizzato l’esistenza del monopolo. Nel 1930 aveva previsto che l’elettrone avesse un gemello positivo e due anni più tardi il positrone era stato effettivamente osservato, dando l’avvio agli studi sull’antimateria. Per il monopolo magnetico invece no: per quanto si spezzassero le calamite, niente da fare. Finora.

Le novità arrivano dall’Amherst College, negli Stati Uniti, e dall’Aalto University, in Finlandia: la rivista “Nature” ha appena pubblicato l’articolo di una collaborazione internazionale guidata da David S. Hall e Mikko Möttönen. Il monopolo magnetico esiste, e loro lo hanno creato sinteticamente. Invece di dividere un magnete già esistente, i fisici hanno lavorato in condizioni molto particolari, a temperature di pochissimo superiori allo zero assoluto e in un campo magnetico artificiale. Così sono riusciti a fotografare il tanto a lungo ricercato monopolo sulla cima di un minuscolo e vorticoso “uragano” quantistico nel gas ultrafreddo. Non si può certo dire che si sia lasciato catturare facilmente.

Ma è davvero la prima volta che sentiamo parlare della scoperta del monopolo? In realtà lo scorso maggio un gruppo di Colonia, Monaco e Dresda era riuscito a prenderlo al lazo, ma solo all’interno di materiali solidi: quando due vortici magnetici si univano, all’interno del campione si creava un monopolo. Già nel 2009 erano giunte buone nuove dall’Ohio State University, negli Stati Uniti, nel corso di studi sui materiali cristallini.

Questo sfuggente ricercato è il sogno di moltissimi fisici. Non tutti sono d’accordo sull’avvenuta cattura: anche se la struttura sembra identica a quella teorizzata da Dirac più di 80 anni fa, c’è chi sostiene che si tratti di una bella analogia matematica e non del vero monopolo. Insomma, forse è stato trovato un sosia. Per capire se lo si possa davvero considerare arrestato, bisognerà approfondire le indagini.

Fonte: Quarantadue

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Autore: Giulia Negri

Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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