La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Telefono Rosetta?

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Il risveglio

Vi ricordate la cometa 67P? Meglio chiamarla con il nome “per gli amici”, perché “Churyumov–Gerasimenko” è un po’ più difficile da ricordare. Si tratta del corpo celeste che sta scorrazzando il lander Philae e la sonda Rosetta in giro per il sistema solare.
Dopo aver trasmesso una mole sorprendente di dati, che hanno dato origine a sette diversi studi pubblicati sulla rivista Science, Philae si è addormentato il 15 novembre: batteria primaria scarica, occorre un lungo sonno per dare il tempo a quella secondaria di ricaricarsi, grazie all’esposizione al Sole.

Il 13 giugno la sveglia suona: il nostro piccolo E.T. inviato sulla cometa è carico, e torna a trasmettere dati a casa tramite Rosetta. Questo secondo risveglio è stato sorprendente: gli arpioni, che avrebbero dovuto fissare le tre zampe del lander al suolo “cometiano”, non hanno funzionato. Philae ha perciò rimbalzato alcune volte, prima di fermarsi in un luogo diverso da quello previsto per l’atterraggio. Qui, la luce del Sole che raggiunge i pannelli per la ricarica della batteria è solo il 6% di quella prevista; le temperature che deve affrontare il nostro piccolo esploratore, poi, sono proibitive: al di sotto di -45 gradi il lander si iberna, per riprendere a funzionare o a ricaricarsi non appena la temperatura risale. Con Philae tornato operativo, un nuovo incontro ci attende.

L’appuntamento

Stanotte (o domattina, dipende da quanto siete mattinieri), alle 4:03 italiane, assisteremo a un “incontro” molto speciale: la cometa 67P raggiunge il perielio, il punto più vicino al Sole della sua orbita. “Vicino” in maniera relativa: sarà a 186 milioni di chilometri dalla nostra stella, in un punto tra l’orbita della Terra e quella di Marte. Se confrontato con la distanza dell’afelio (il punto più lontano dal Sole dell’ellisse), situato a 850 milioni di chilometri dalla nostra stella, oltre l’orbita di Giove, direi che sì, possiamo ritenerlo vicino.

L’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e la sua posizione approssimativa nei dintorni del perielio. Le posizioni dei pianeti sono relative al 13 agosto 2015. (Cortesia ESA)

L’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e la sua posizione approssimativa nei dintorni del perielio. Le posizioni dei pianeti sono relative al 13 agosto 2015. (Cortesia ESA)

Rosetta ci terrà al corrente sull’emozionante evento, così come ha seguito in questi giorni i cambiamenti legati all’avvicinamento. Come è stato confermato dalle analisi compiute da Philae, la cometa è costituita da ghiaccio e polveri, con un nucleo omogeneo e una maggior variabilità sulla percentuale presente dei due componenti principali in superficie. Durante gran parte del suo tragitto, la temperatura è abbondantemente sotto lo zero, ma l’avvicinamento al perielio fa sì che questa aumenti bruscamente, creando qualche problema al ghiaccio che si trova nella parte rivolta verso il Sole. La “coda”, o chioma, delle comete si forma infatti perché il ghiaccio, sublimando (ovvero passando direttamente dallo stato solido a quello gassoso), trasporta con sé parte delle polveri che costituiscono il corpo celeste.

Un anno di cometa. A sinistra, la foto scattata da Rosetta con la fotocamera di navigazione, NavCam, il 6 agosto 2014, giorno dell’appuntamento con 67P, da una distanza di 121 chilometri. A destra, la foto scattata un anno esatto dopo il rendezvous, il 6 agosto 2015, da una distanza di 261 chilometri. L’intensità della luce del Sole, avvicinandosi al perielio, è aumentata notevolmente, così come l’attività della cometa, dovuta alla fusione del ghiaccio. (Cortesia ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0)

Un anno di cometa. A sinistra, la foto scattata da Rosetta con la fotocamera di navigazione, NavCam, il 6 agosto 2014, giorno dell’appuntamento con 67P, da una distanza di 121 chilometri. A destra, la foto scattata un anno esatto dopo il rendezvous, il 6 agosto 2015, da una distanza di 261 chilometri. L’intensità della luce del Sole, avvicinandosi al perielio, è aumentata notevolmente, così come l’attività della cometa, dovuta alla fusione del ghiaccio. (Cortesia ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0)

L’osservazione e la raccolta dati di Philae e Rosetta, perciò, continuano, nonostante le difficoltà, soprattutto di quest’ultima, dovute all’aumento di attività della cometa. L’alone di polveri della chioma ha reso più prudente alzare la sua quota, spostandosi tra i 200 e i 300 chilometri: l’azione combinata di lander e sonda, in ogni caso, ci fornirà informazioni sul variare dell’attività anche superato il perielio… sempre che 67P non si sciolga completamente! Ma, vista la distanza dalla nostra stella, siamo fiduciosi di continuare a ricevere dei “telefono casa” ancora per un po’.

 

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Autore: Giulia Negri

Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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