La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Il CERN di Ginevra si tinge di giallo

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L’immagine dello scienziato è tra quelle che più si prestano a diventare uno stereotipo: perso nei propri studi, rinchiuso nel suo laboratorio, vestito in modo trasandato, avulso dal mondo esterno, dagli intrighi politici, votato solo ai suoi calcoli e ai suoi esperimenti per lo sviluppo della conoscenza e il bene della scienza. Quello che ci viene subito in mente quando pensiamo a un fisico non si discosta troppo da questo tipo di immaginario, ma sarà davvero così? Bruno Arpaia ci porta a sbirciare nelle vite (più o meno reali) di chi lavora al CERN di Ginevra, al Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle che ha portato alla scoperta dell’ormai famoso bosone di Higgs. E le loro giornate sono tutt’altro che noiose!

Un giallo sui fisici non può mancare di originalità: veniamo trasportati in un luogo che, in quanto a mistero, ha poco da invidiare a castelli e stamberghe infestate da fantasmi. Menzionato anche da Dan Brown nel suo “Angeli e demoni”, nel romanzo “L’energia del vuoto” LHC è il vero protagonista, insieme alla fisica: le vite dei personaggi si intrecciano con il lavoro che è stato fatto per avviare questa potente macchina e con i misteri sullo spazio e sul tempo che la scienza ancora ci riserva.

Arpaia, tra le passioni, i tradimenti, i litigi e le sconfitte degli uomini e delle donne che orbitano intorno all’acceleratore, ci racconta molta fisica, in maniera semplice, riuscendo a incuriosire: non è la stessa materia dei libri di scuola, è un qualcosa di molto più sfuggente e attraente. Soprattutto quando, dal terreno che ci è familiare, ci porta a ficcare il naso in zone ancora poco conosciute, dove le certezze sono ancora rade. Ma come, una scienza piena di dubbi? Ebbene sì, ci avete scoperti. Lo scienziato non è molto dissimile a un esploratore che si avventura in una palude piena di sabbie mobili: l’unico cammino su cui si può essere un po’ più sicuri è quello su cui si sono già poggiati i piedi. Altrimenti si possono fare ipotesi, formulare teorie, ma finché non ci si poggiano sopra i piedi…

Il grande pregio di questo giallo è quello di lasciare qualcosa che va al di là della storia. Vi invito a scoprirlo, insieme a Nuria Moreno: ne resterete affascinati.

 

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Autore: giuliavnegri

Laureata in fisica, grande amante degli animali e lettrice compulsiva, sta cercando di abbandonare le formule per dilettarsi con le parole: da gran chiacchierona qual è, le risultano certo più congeniali. Al suo primo blog dedicato alla divulgazione scientifica, è alla ricerca di modi efficaci e congeniali per rendere la scienza un "piatto" per tutti.

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