La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Un libro sulle innovazioni? Innovativo!

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Siete davanti al pc, scrivendo velocemente alla tastiera, oppure utilizzando il mouse in maniera febbrile. La Moka gorgoglia sul fornello, inondando la stanza col suo profumo (per quelli a cui piace il caffè) caratteristico, mentre voi ascoltate le vostre canzoni preferite salvate in MP3 sul computer, osservando dalla finestra la forma mutevole delle nuvole…
Tutte le cose che ho citato in questa breve descrizione (che, fatta eccezione per la Moka, corrisponde alla mia situazione attuale) hanno una propria appassionante genesi. Vi siete mai chiesti come sono nati tutti gli oggetti o le pratiche che ormai sono diventati di uso comune? Anche dietro all’umile forchetta o al Monopoli c’è una storia: Massimiliano Bucchi ce ne racconta alcune, facendoci capire il significato del termine innovazione.

Per un pugno di idee

Innovazione, infatti, non vuol dire necessariamente invenzione. A volte bisogna rompere con la tradizione, a volte imitare la natura si rivela vincente, ma, in alcuni casi, basta modificare un comportamento, in modi che oggi potrebbero sembrarci banali, per cambiare la vita a molte persone. È il caso della disinfezione, introdotta dal dottor Semmelweis, che ha salvato la vita a moltissime persone, pur senza bisogno di brevettare niente di nuovo. Alcuni inventori, di contro, non hanno compreso appieno le potenzialità delle scoperte compiute, o ne hanno visto stravolgere completamente la finalità. L’innovazione, per nascere, deve rappresentare una specie di cortocircuito tra un’idea e un cambiamento culturale nella società che dovrà esserne la culla.

Massimiliano ha scelto storie che ci riguardano tutti, di oggetti comuni, o di innovazioni alle quali non si è mai prestata troppa attenzione, anche se magari sono state in grado di cambiare le nostre vite. “Per un pugno di idee” si può leggere a diversi livelli: è una raccolta di narrazioni su oggetti e abitudini del quotidiano, è un saggio di storia della scienza e della tecnologia, è un lavoro di sociologia. Qualunque sia l’aspetto a cui volete prestare più attenzione, si tratta di un libro piacevole e scorrevole, che per la brevità peculiare dei suoi capitoli e per il formato “da borsetta” si presta a farci compagnia ovunque e in ogni momento. Sfogliando le sue pagine, vi ritroverete a pensare cose come “Ma dai!”, “Non lo sapevo…”: un autentico balsamo per tutti i curiosi. Buona lettura!

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Autore: Giulia Negri

Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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