La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

L’uomo che credeva di essere se stesso lo era davvero?

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Per chi ama la scienza, e in particolare la fisica, i libri di divulgazione tra cui poter scegliere sono davvero numerosissimi. Ma non sempre si è nella giusta “disposizione d’animo” per affrontare una lettura di quel tipo: dopo una giornata di lavoro, l’ultima cosa di cui si ha bisogno è un libro che ci richiede attenzione e impegno. Anche il lettore seriale ha bisogno di pause! Questo non significa necessariamente doversi allontanare troppo dalla scienza: nell’ultimo periodo ho letto diversi romanzi che giravano, in qualche modo, intorno alla fisica, e credo che questo sia stato uno dei più avvincenti.

Un po’ giallo, un po’ thriller, un po’ fantascientifico. Difficile definirlo in una sola parola, ma non c’è dubbio sul fatto che “L’uomo che credeva di essere se stesso” sia in grado di catturarti fin dalle prime pagine. Sapevo che ci sarebbe stata della fisica, prima o poi, quindi divoravo i paragrafi in attesa di scoprire quando e come sarebbe arrivata. Ed è spuntata inaspettata, quando mi ero ormai fatta prendere dalla storia.

Contrariamente a come succede in molti “romanzi fisici”, il protagonista non è uno scienziato, né la storia è ambientata in istituti di ricerca o simili. Credo che l’originalità di questo libro stia proprio qui: Ambrose rompe i classici schemi proponendoci qualcosa di insolito, curioso e davvero appassionante. La scienza entra nella storia in un modo che probabilmente io non avrei considerato, costituendo il vero traino per la storia (e non il contrario). Non voglio anticipare nulla per non rovinarvi la sorpresa, ma sono curiosa di scoprire cosa ne pensano fisici e non: io ho trovato geniale questa scelta della trama. Perché non si sa mai dove si può finire, con onde e particelle…

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Autore: Giulia Negri

Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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