La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Troppo tardi, ho guardato: basta una sbirciata e l’abisso ti cattura

Lascia un commento

Massimo Polidoro è al suo secondo giallo e non delude certo le aspettative: che abbiate letto o meno “Il passato è una bestia feroce”, verrete letteralmente risucchiati dal vortice di avvenimenti in cui si ritrova, suo malgrado, Bruno Jordan. Con il suo talento nel cacciarsi nei guai, così umano nei suoi pregi e nei suoi difetti, Bruno è un personaggio di cui non vedo l’ora di seguire le prossime avventure…

Non guardare nell'abisso

Credo che recensire un thriller sia una delle cose più complicate, soprattutto nel caso di un libro come questo, ricco di colpi di scena, personaggi inaspettati, incontri e rivelazioni. Come raccontarvi qualcosa senza rischiare di bruciarvi qualche gustosa sorpresa? Beh, prima di tutto devo confessare di aver divorato questo libro in una giornata. Dopo aver letto la prima storia di Bruno, immaginavo che lo stile e la capacità di mantenere la suspense sarebbero stati sullo stesso livello, se non ancora migliori, perciò mi sono ritagliata una mattina in cui ero sola a casa per poter leggere senza interruzioni (in effetti ho pranzato mooolto tardi, solo dopo aver terminato la lettura). Volevo anche evitare l’ennesima notte in bianco a causa di Perpetua* e iniziare di buon’ora mi dava qualche speranza.

È stato come ritrovare un vecchio amico. Non capita con i personaggi di tutti i libri, ma, a volte, in alcuni fortunati casi, quando finiamo di girare le pagine ci sentiamo un po’ orfani: la persona con cui abbiamo passato le ultime ore, gli ultimi giorni, non c’è più. Possiamo continuare a immaginarla, ma una volta chiusa la copertina è come se rimanesse dentro alla sua prigione di carta. Per questo, una seconda avventura in cui incontrare nuovamente quel simpatico mascalzone di Bruno è senza dubbio una buona notizia. Quella ancora migliore è che ce ne sarà una terza. Per il quando… Beh, dipende da Massimo!

Insomma, squadra o non squadra (faccio parte della squadra di lancio anche per questo libro, leggete qui e qui per saperne di più), il consiglio che vi posso dare è di leggerlo. Che siate in spiaggia, in montagna, o vogliate anche solo sfuggire un po’ alla routine lavorativa quotidiana, vi avvolgerà completamente e non riuscirete più a staccarvene. Un po’ come per il titolo: “Non guardare nell’abisso”. Insomma, è come dire “non immaginare un elefante bianco”. Ora lo state immaginando, vero? Vietare qualcosa è uno dei metodi migliori per incentivare i più curiosi e testardi a farlo…


* Perpetua è la mia curiosità. Sì, le ho dato un nome. D’altra parte sono una fisica, dovete aspettarvi che faccia anche cose bislacche.

Annunci

Autore: giuliavnegri

Laureata in fisica, grande amante degli animali e lettrice compulsiva, sta cercando di abbandonare le formule per dilettarsi con le parole: da gran chiacchierona qual è, le risultano certo più congeniali. Al suo primo blog dedicato alla divulgazione scientifica, è alla ricerca di modi efficaci e congeniali per rendere la scienza un "piatto" per tutti.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...