La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Match Agassi

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Ho sempre pensato che le autobiografie fossero qualcosa di noioso: complice forse il mio non eccessivo amore per la storia, mi sono sempre chiesta cosa potesse esserci di tanto interessante nella vita vissuta da qualcun altro, narrata passo passo da lui o lei in persona. Elenchi di date e avvenimenti celebrativi non fanno proprio per me. In più, pur avendo giocato per alcuni anni a tennis, non sono mai stata una patita di questo sport: perciò, “Open” di Andre Agassi aveva tutti i requisiti per sembrarmi un libro terribile.

agassi

E invece no. Consigliato da una persona che ho giudicato affidabile (anche se ora non ricordo più di chi si sia trattato), è entrato a far parte del mio “parco libri”, nonostante fosse molto diverso dalle mie letture abituali. È stata un’inaspettata sorpresa: l’ho divorato malgrado la stanchezza e le mille cose da fare. Se siete dei veri appassionati di tennis, probabilmente riuscirete a cogliere molto più di quanto abbia trasmesso a me questa lettura, tra personaggi e descrizioni di tornei, ma anche se non siete dei veri esperti, si tratta di pagine estremamente godibili.

Sapevo abbastanza poco di Agassi: ricordo di averne visto alcune partite in televisione, da piccola, ma non avevo assolutamente idea di cosa si potesse celare sotto quella pelata. Il ritratto che ne esce è quello di un campione tormentato, che ha dovuto assaggiare numerose volte il sapore amaro della sconfitta. Eppure, Agassi ha saputo ogni volta reinventarsi, rialzare la testa e ripartire da capo, con una forza e una determinazione tutt’altro che banali. Niente male, per una persona che (a suo dire) odia il tennis. Credo che questo sia uno dei maggiori insegnamenti che emergono da queste pagine, che sommano una prosa piacevole con una rilettura del personaggio di sé stesso, a volte forse in chiave un po’ eroica, ma soprattutto profondamente autocritica.

Un libro avvincente, una storia che credo meriti di essere letta, l’inaugurazione di un genere che forse ho un po’ rivalutato per il futuro: in fondo c’è anche chi è in grado di raccontarsi in maniera coinvolgente.

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Autore: giuliavnegri

Laureata in fisica, grande amante degli animali e lettrice compulsiva, sta cercando di abbandonare le formule per dilettarsi con le parole: da gran chiacchierona qual è, le risultano certo più congeniali. Al suo primo blog dedicato alla divulgazione scientifica, è alla ricerca di modi efficaci e congeniali per rendere la scienza un "piatto" per tutti.

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