La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

Social Media per principianti, per esperti, per comunicatori e semplici curiosi: qualunque account tu abbia, è la guida che fa per te

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Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram… E molti altri. C’è chi li snobba, chi li teme, chi ha vari account, ma non li usa, e chi prova a iscriversi a tutti, convinto che, prima o poi, potranno tornare utili. Quanto è corretto il nostro approccio ai social media? Come possiamo modificarlo per ottenere risultati migliori, per lavoro e non solo?

Social Media Journalism

Social Media Journalism non è un vero e proprio manuale – soprattutto perché i manuali, molto spesso, finiscono per essere noiosi. Non è nemmeno un “bigino”, un libretto di nozioni stringate, che, per essere capito, ha bisogno che già si sappia di cosa si sta parlando. In effetti, è abbastanza difficile dare una definizione esauriente e perfettamente calzante di questo libro: la più sensata mi sembra “guida”. Perché, in fondo, in ogni capitolo Sgarzi si comporta proprio come una novella Virgilio, o, ancor meglio, Beatrice, guidando il lettore nell’uso consapevole dei social media. Da una bolgia infernale nella quale non ci si riesce a raccapezzare, alla paradisiaca scoperta di strumenti che ci possono venire in aiuto. Perché, citando l’autrice:

“Purtroppo, lo strumento di per sé non fa la strategia. Troppo spesso si dimentica che lo strumento è neutro: non è intrinsecamente buono o cattivo, stupido o intelligente. È una piattaforma abilitante che può essere usata in modi diversi per ottenere risultati diversi. Il modo di usarla, gli obiettivi che ci si prefiggono, la quantità e qualità degli aggiornamenti, fanno parte di una strategia precisa di comunicazione e condivisione dei contenuti che deve sempre esserci a priori.”

È una guida scritta sul campo, che non si propone di dare “le 10 regole auree che ti faranno avere successo”, ma ti indirizza con consigli pratici su come ottimizzare al meglio la tua presenza sui social, te ne chiarisce le differenze, ti fa capire che qualcuno di loro, magari, non fa per te. Dalle indicazioni per la scelta degli hashtag, alla dritta di portare con sé un caricabatterie di riserva, la vera ricchezza di questo libro sta nel fatto che ogni parola, ogni suggerimento nasce dall’esperienza di una persona che lavora da anni in questo ambito, si è posta molte delle domande che ci siamo posti anche noi, ha sperimentato, sbagliato e trovato soluzioni.

Un must have per i comunicatori, un ottimo strumento per chi, per scelta o per necessità, si trova sui social media. Conoscere le “regole del gioco” è sempre il modo migliore per non rimanere scottati – come ricorda spesso Sgarzi, mai postare online qualcosa che non si vuole venga divulgato, nemmeno nei messaggi privati. Inoltre, capire come ci arrivano le informazioni può essere un ottimo modo per dar loro il giusto peso, verificarle, filtrarle: avere, insomma, il controllo di quello che scorre sul nostro schermo. E, in seguito, nella nostra mente.

Per scoprire cosa ha portato alla pubblicazione di questo libro e approfondire alcuni temi, con il collega Marco Arcidiacono abbiamo intervistato l’autrice:

Divertirsi, appunto, cosa resa possibile dalla scrittura piacevole, dai riepiloghi per punti con i consigli e le buone pratiche da osservare, dalle immagini esemplificative. Un testo da “pasticciare” (la volontà di tenere a mente alcuni suggerimenti ha vinto la sacralità che per me hanno i libri di lettura) con sottolineature e appunti, pc aperto davanti.

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Autore: Giulia Negri

Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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