La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi


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E se fossi tu a indossare il camice bianco? Un caso giudiziario, visto con gli occhi di un medico

Siamo sempre più abituati a leggere articoli su casi di malasanità, o ai servizi del telegiornale che gridano allo scandalo. Ma quanto c’è di vero? Nel nostro Paese, purtroppo, il solo fatto di ricevere un avviso di garanzia rende l’imputato già da condannare, con tanto, magari, di titoli a nove colonne. Qualunque sia l’accusa, non ci si fa scrupolo a demolire la reputazione di una persona. E se questa non fosse davvero colpevole? In questo caso, niente scuse, nessuno si preoccupa di riabilitarla e la notizia dell’assoluzione si merita al massimo un trafiletto in una qualche pagina interna. Per questo, e per il fatto di essere cresciuta con “un medico in famiglia” (e non mi riferisco al Dottor Martini), mi ha incuriosita l’idea di leggere una vicenda raccontata dagli occhi di chi il camice, invece di temerlo, lo indossa.

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2016: un anno in libri

All’inizio dell’anno, nel momento in cui mi sono iscritta a Goodreads, sito per amanti della lettura, ho fatto una scommessa con me stessa: volevo riuscire a leggere almeno 17 libri. Poi, dopo qualche mese, pensando fosse un traguardo troppo semplice, ho rilanciato con 27. Oggi, contando tutti i romanzi e i saggi letti, sarei quasi a 29 (anche se sul sito, per “colpa” di una quadrilogia contenuta in un unico e-book e di due testi quasi terminati, non ho ancora raggiunto la cifra fatidica).

Un albero di libri alto quasi un anno.

Un albero di libri alto quasi un anno.

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Per chi viaggia, ha viaggiato o viaggerà da sola

Un richiamo a cui faccio davvero fatica a non cedere è quello di entrare almeno in una libreria di una città che non conosco. Sono molto curiosa di vedere quali proposte ci sono, soprattutto nella sezione di scienza. Quello che mi ha colpita ad Arezzo mentre facevo la turista, però, era un libro un po’ diverso. Dopo aver scandagliato diverse sezioni, mi sono messa alla ricerca di qualcosa di breve: volevo compagnia durante la cena. E, dopo un po’ di tempo passato a frugare tra i titoli, mi è capitato “Io viaggio da sola”.

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Match Agassi

Ho sempre pensato che le autobiografie fossero qualcosa di noioso: complice forse il mio non eccessivo amore per la storia, mi sono sempre chiesta cosa potesse esserci di tanto interessante nella vita vissuta da qualcun altro, narrata passo passo da lui o lei in persona. Elenchi di date e avvenimenti celebrativi non fanno proprio per me. In più, pur avendo giocato per alcuni anni a tennis, non sono mai stata una patita di questo sport: perciò, “Open” di Andre Agassi aveva tutti i requisiti per sembrarmi un libro terribile.

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“Sovradiagnosi”: non sempre prevenire è meglio che curare

Parlare di salute è sempre complesso: non si può mai dimenticare che dietro i dati scientifici che vengono presentati si trova la vita di molte persone. Per questo diventa ancora più delicato quando si scrive di come prendersi cura della propria salute. Il saggio “Sovradiagnosi” di Gilbert Welch, Lisa Schwartz e Steven Woloshin affronta lo spinoso tema delle diagnosi precoci: gli autori scoperchiano un vero e proprio vaso di Pandora, mostrando come gli sforzi per evitare le malattie siano a volte in grado di peggiorare la situazione.

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L’uomo che credeva di essere se stesso lo era davvero?

Per chi ama la scienza, e in particolare la fisica, i libri di divulgazione tra cui poter scegliere sono davvero numerosissimi. Ma non sempre si è nella giusta “disposizione d’animo” per affrontare una lettura di quel tipo: dopo una giornata di lavoro, l’ultima cosa di cui si ha bisogno è un libro che ci richiede attenzione e impegno. Anche il lettore seriale ha bisogno di pause! Questo non significa necessariamente doversi allontanare troppo dalla scienza: nell’ultimo periodo ho letto diversi romanzi che giravano, in qualche modo, intorno alla fisica, e credo che questo sia stato uno dei più avvincenti.

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