La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi


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Le piante son brutte bestie

Articolo pubblicato su OggiScienza.

 

LIBRI – Quante piante siete in grado di identificare, nel corso di passeggiate urbane o campagnole? E quanti animali? Se il numero che avete risposto alla seconda domanda supera di gran lunga quello della prima, non sentitevi in colpa: sembra che la causa di questa miopia selettiva non sia solamente la vita sempre più cittadina. Il nostro cervello è in grado di processare molte meno informazioni di quelle che gli giungono dagli occhi: tra queste, sceglie solo quelle che evolutivamente si sono rivelate più importanti, come gli oggetti in movimento o quelli dai colori accesi. “Sfondi verdi o cromaticamente uniformi come quelli che vedo a terra o attorno a me nel bosco, più o meno immobili e non aggressivi, sono invece un rumore di fondo”: un unicum indistinguibile se non facciamo attenzione, o non concentriamo il nostro campo visivo su di loro. Ecco perché Le piante son brutte bestie di Renato Bruni (Codice Edizioni, 224 pagine, 18€) rappresenta un invito ad abbassare la testa e a riscoprire i numerosi componenti che non distinguiamo nel tappeto verde ai nostri piedi.

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CRISPR per tutti

Articolo pubblicato su Rivista Micron.

 

Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, CRISPR per gli amici. L’incubo per chi è affetto da rotacismo, il sogno per i ricercatori. Anna Meldolesi, nel primo saggio divulgativo su questo tema, spiega cos’è CRISPR, come funziona, a cosa potrebbe servire. Si tratta di un argomento complesso, sia dal punto di vista tecnico che etico e giuridico, di cui l’autrice sviscera con ammirevole precisione tutti i possibili aspetti. Una pagina dopo l’altra conosciamo le storie di chi l’ha scoperta, le dispute legali ancora in atto per potersi aggiudicare i brevetti, capiamo qualcosa di editing genomico e scostiamo un po’ il velo che nasconde il possibile futuro dell’impiego di questa tecnica.

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Il bello della chimica

Articolo pubblicato su Rivista Micron.

Proviamo a immaginare un chimico. Probabilmente l’identikit che stiamo disegnando nella nostra mente corrisponde a quello di un uomo di mezza età, con pochi capelli – e quei pochi sono bianchi o sale e pepe, sicuramente spettinati -, occhiali dalle lenti spesse, vestito in maniera più o meno disattenta e con un camice macchiato da sostanze impronunciabili. Invece, un ultracentenario, elegante in maniera impeccabile nelle sue Church’s abbinate a un tre pezzi Principe di Galles, che arranca tra effluvi di felce inglese e possiede una Jaguar E-Type nera identica a quella di Diabolik, parcheggiata nell’hangar del Dipartimento, esula decisamente da questi standard: eppure è proprio l’adorabile protagonista de “La chimica della bellezza” di Piersandro Pallavicini.

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Social Media per principianti, per esperti, per comunicatori e semplici curiosi: qualunque account tu abbia, è la guida che fa per te

Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram… E molti altri. C’è chi li snobba, chi li teme, chi ha vari account, ma non li usa, e chi prova a iscriversi a tutti, convinto che, prima o poi, potranno tornare utili. Quanto è corretto il nostro approccio ai social media? Come possiamo modificarlo per ottenere risultati migliori, per lavoro e non solo?

Social Media Journalism

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E se fossi tu a indossare il camice bianco? Un caso giudiziario, visto con gli occhi di un medico

Siamo sempre più abituati a leggere articoli su casi di malasanità, o ai servizi del telegiornale che gridano allo scandalo. Ma quanto c’è di vero? Nel nostro Paese, purtroppo, il solo fatto di ricevere un avviso di garanzia rende l’imputato già da condannare, con tanto, magari, di titoli a nove colonne. Qualunque sia l’accusa, non ci si fa scrupolo a demolire la reputazione di una persona. E se questa non fosse davvero colpevole? In questo caso, niente scuse, nessuno si preoccupa di riabilitarla e la notizia dell’assoluzione si merita al massimo un trafiletto in una qualche pagina interna. Per questo, e per il fatto di essere cresciuta con “un medico in famiglia” (e non mi riferisco al Dottor Martini), mi ha incuriosita l’idea di leggere una vicenda raccontata dagli occhi di chi il camice, invece di temerlo, lo indossa.

reatocura Continua a leggere


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Animali in città: tornare bambina, con uno scrittore d’eccezione

Sono sempre stata una grande fan di Quark/Superquark: rimanevo impalata davanti a tutti i documentari, affascinata dalle parole di Piero Angela. Ma un’altra persona che ricordo con grandissima ammirazione era Danilo Mainardi: l’etologo, con i suoi disegni, la sua voce calma e gentile e le sue spiegazioni interessanti ha avuto una grandissima influenza sul mio amore per gli animali. Quando ho trovato questo libro, quindi, non ho saputo resistere.

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2016: un anno in libri

All’inizio dell’anno, nel momento in cui mi sono iscritta a Goodreads, sito per amanti della lettura, ho fatto una scommessa con me stessa: volevo riuscire a leggere almeno 17 libri. Poi, dopo qualche mese, pensando fosse un traguardo troppo semplice, ho rilanciato con 27. Oggi, contando tutti i romanzi e i saggi letti, sarei quasi a 29 (anche se sul sito, per “colpa” di una quadrilogia contenuta in un unico e-book e di due testi quasi terminati, non ho ancora raggiunto la cifra fatidica).

Un albero di libri alto quasi un anno.

Un albero di libri alto quasi un anno.

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