La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi


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Il bello della chimica

Articolo pubblicato su Rivista Micron.

Proviamo a immaginare un chimico. Probabilmente l’identikit che stiamo disegnando nella nostra mente corrisponde a quello di un uomo di mezza età, con pochi capelli – e quei pochi sono bianchi o sale e pepe, sicuramente spettinati -, occhiali dalle lenti spesse, vestito in maniera più o meno disattenta e con un camice macchiato da sostanze impronunciabili. Invece, un ultracentenario, elegante in maniera impeccabile nelle sue Church’s abbinate a un tre pezzi Principe di Galles, che arranca tra effluvi di felce inglese e possiede una Jaguar E-Type nera identica a quella di Diabolik, parcheggiata nell’hangar del Dipartimento, esula decisamente da questi standard: eppure è proprio l’adorabile protagonista de “La chimica della bellezza” di Piersandro Pallavicini.

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L’uomo che credeva di essere se stesso lo era davvero?

Per chi ama la scienza, e in particolare la fisica, i libri di divulgazione tra cui poter scegliere sono davvero numerosissimi. Ma non sempre si è nella giusta “disposizione d’animo” per affrontare una lettura di quel tipo: dopo una giornata di lavoro, l’ultima cosa di cui si ha bisogno è un libro che ci richiede attenzione e impegno. Anche il lettore seriale ha bisogno di pause! Questo non significa necessariamente doversi allontanare troppo dalla scienza: nell’ultimo periodo ho letto diversi romanzi che giravano, in qualche modo, intorno alla fisica, e credo che questo sia stato uno dei più avvincenti.

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