La rana che russa

L'anfibio fra due mondi: lo stagno degli scienziati e la terra dei curiosi

La capacità di arrendersi

Alla fine ha vinto. Tutto. Ero in sua completa balìa. Tanto per cambiare.

Dannata sia la mia curiosità! Se nelle storie d’amore si può decidere di lasciare il proprio fidanzato, se nelle amicizie si può scegliere di non vedere più una persona, con lei, che d’ora in avanti chiamerò Perpetua*, non ho avuto scelta: me la sono dovuta tenere. L’unica soluzione era imparare a convivere. Il che, quasi sempre, significa dare a Perpetua carta bianca, seguirla, fidarsi.
Con la sua lingua biforcuta, la folta coda rossa e l’impareggiabile vista notturna sarebbe un nemico troppo difficile da affrontare.

Su questo non c’è dubbio. Ora possiamo andare avanti?

Ecco, appunto, dicevo… con questo maledetto avvoltoio sulla spalla,

Preferivo quando usavi parole come “impareggiabile”…

Vuoi stare ZITTA? Altrimenti non continuo.

Uff!

Bene… come dicevo, era Perpetua ad avere le redini della situazione: quando si presenta un problema da risolvere, una domanda con un triste vuoto dopo il punto interrogativo, un dubbio sui massimi sistemi o sugli argomenti più assurdi, una grande urgenza si impossessa di lei e, di conseguenza, anche di me. Bisogna risolvere, sapere, imparare, scoprire.
Quale miglior spuntino di un thriller, perciò? E se lo spuntino in realtà deve diventare un pranzo di nozze, perché le pagine sono molte, che importa? Tra luoghi che mi sembra di ricordare o riconoscere nelle parole degli affetti, oggetti dell’infanzia, passatempi di ieri, si salta da un mistero all’altro, si scivola quasi, con scioltezza, morbidezza, la suspense ti cammina a fianco, la saluti come un’amica di vecchia data mentre continui a girare le pagine, una dopo l’altra.

Poi guardi l’ora. Sbianchi. Beh, d’accordo, trasalisci: il “bianco studente” non può schiarirsi ulteriormente.

Ti rendi improvvisamente conto del tempo trascorso, mentre raggiungevi e sorpassavi di gran carriera la metà del libro. Lettura che è riuscita a farti dimenticare qualunque cosa dovessi fare. Lanci un’occhiataccia di rimprovero a Perpetua, che ti fa le fusa stiracchiandosi.

Allora, come continua?

La guardi. Guardi l’ora. E riprendi a leggere.

La curiosità è la vera bestia feroce.

Copertina con citazione

 

 

*Perpetua, di nome e di fatto. È sempre presente, e ha una naturale propensione per non farsi i fatti propri.

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